pace-sviluppo

martedì, 20.02.07

Nasce secondoprotocollo.org



E' nato secondoprotocollo.org progetto finale derivato dai due progetti pilota di pace-sviluppo e radio-freedom che rientrano nei progetti di sviluppo e diffusione di notizie di International Network for Development. Naturalmente le pubblicazioni su pace-sviluppo e su radio-freedom si interromperanno lasciando il posto a questo unico contenitore. Lo trovate all'indirizzo www.secondoprotocollo.org
Grazie a tutti per aver contribuito con i vostri ingressi su pace-sviluppo e su radio-freedom (che rimarranno on line ancora per qualche tempo) alla decisione di implementare questo progetto definitivo.
Elisa Arduini
Autore: elisaarduini Categoria: Categoria default Ore: 07:56 Commenta

lunedì, 19.02.07

Ci fermiamo qualche giorno



Ci fermiamo per alcuni giorni per la costruzione del nuovo sito web dedicato completamente all'informazione.
Appena sarà possibile comunicherò i dati del nuovo sito.
Grazie
Elisa
Autore: elisaarduini Categoria: Categoria default Ore: 07:02 Commenta

sabato, 17.02.07

Medici Senza Frontiere attacca l’informazione

E' stato presentato il 14 febbraio l'annuale rapporto di Medici Senza Frontiere sulle crisi dimenticate da quotidiani, periodici e telegiornali italiani e quello che viene evidenziato è davvero sconcertante e denota quanto sia basso il livello della informazione italiana riguardo a crisi, guerre e avvenimenti che andrebbero trattati meglio e più spesso anche per l'importanza che rivestono e per le conseguenze sulle popolazioni. Pandemie e crisi alimentari che ogni anno falciano milioni di vite completamente ignorate da telegiornali, quotidiani e periodici. L'epopea di milioni di persone in fuga da guerre, violenze e soprusi raccontate con poche immagini o da un pugno di articoli, questo è quello che evidenzia il rapporto.

Il rapporto, ormai arrivato alla sua terza edizione, ha preso in considerazione 22 quotidiani,13 periodici e, con la collaborazione dell'Osservatorio di Pavia, i principali telegiornali della televisione generalista. Un'analisi approfondita è stata effettuata nei confronti delle dieci crisi umanitarie identificate da MSF come le più ignorate dai media a livello internazionale, la “top ten” delle crisi dimenticate vede: Somalia , Repubblica Democratica del Congo, Sri Lanka, Colombia, Cecenia, malnutrizione, Haiti, tubercolosi, Repubblica Centrafricana e India centrale – e di altre gravi crisi particolarmente ignorate nel nostro paese – Indonesia, Sudan, Ciad, Niger, Angola e malaria.

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venerdì, 16.02.07

Medio Oriente: una conferenza internazionale?

La proposta non nuova ma rilanciata pochi giorni fa dal presidente russo, Vladimir Putin, per l'istituzione di una conferenza internazionale per il Medio Oriente arriva in un momento molto particolare per quell'area. Da pochi giorni Hamas e Fatah hanno raggiunto una intesa per un governo di unità nazionale, ma la conferenza stampa con cui il presidente palestinese Abu Mazen doveva annunciare a chi era stato dato mandato di formare il nuovo governo e che era prevista per ieri è stata rinviata a data da destinarsi, in Libano intanto la tensione è sempre molto alta tra le forze governative e l'opposizione guidata da Hezbollah e il rischio che tutto sfoci in una guerra civile è concreto, l'Iran, ammesso che si possa inserire tra i paesi medio-orientali, con la vicenda del nucleare continua il suo gioco della carota e del bastone, una apertura oggi, due chiusure domani, mentre la Siria sembra attendere immobile gli eventi ma sotto sotto trama e arma Hezbollah. Tra tutto questo marasma c'è Israele con i suoi guai interni e quelli esterni con i palestinesi da un lato e i libanesi (se così si possono chiamare) del Partito di Dio, dall'altro.

"L'iniziativa, che abbiamo lanciato tre anni fa, ha l'obiettivo di trovare soluzioni accettabili per i problemi della regione", ha affermato il leader del Cremlino in una conferenza stampa congiunta con re Abdullah II di Giordania al termine dei loro colloqui nel palazzo reale di Amman. "Vari paesi hanno finora sostenuto questa proposta", ha aggiunto Putin senza però specificare ne di quali paesi si tratta ne quali soluzioni ha in mente.

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giovedì, 15.02.07

Internet: l’Africa on line

I dati parlano chiaro, l’Africa è ancora all’ultimo posto nella classifica di diffusione della rete nonostante i passi da gigante fatti nel 2006. A fronte degli 85 milioni di host europei, 43 milioni in Asia e i 14 milioni dell’America Latina, il milione o poco più degli host africani (dei quali oltre il 53% solo in Sud Africa) fa fare all’Africa la figura del pulcino. Le ragioni chiaramente sono da ricercarsi tra le mille difficoltà che il continente è costretto a superare, difficoltà che nel corso degli anni hanno messo questa potente fonte di sviluppo economico all’ultimo posto delle priorità africane. Ma qualcosa sta cambiando e anche i governi africani stanno iniziando a capire l’importanza della rete sia per il commercio che prettamente per lo sviluppo locale.

Nell’ultimo suo rapporto la BMI TechKnowledge  evidenzia come sia il Marocco a guidare la riscossa africana con i suoi 350.000 abbonati al servizio ADSL, seguito dall’Egitto con oltre 150.000 abbonamenti. Ad arrancare sono soprattutto i paesi dell’Africa sub-sahariana con i circa 1.400 host dell’Uganda, i 1800 del Rwanda e del Congo, i 2.300 del Ghana e su su a salire fino ai 13.000 del Kenya. Allo stato attuale, in Africa il 76 per cento delle connessioni Internet avviene in remoto, il 17 per cento è Xdsl, il 4 per cento è via cellulare e il 2 per cento è a banda larga da rete fissa. In futuro ci si aspetta uno spostamento significativo in favore delle tecnologie wireless, anche se l'Adsl resterà dominante soprattutto in Nord Africa.

 

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mercoledì, 14.02.07

News access point: notizie dai conflitti

Con questa nuova categoria pace-sviluppo inaugura un altro servizio che riteniamo utile per essere periodicamente informati sui conflitti che affliggono il nostro pianeta. Riporteremo principalmente notizie provenienti da quelle aree spesso dimenticate dai media dove sono in atto conflitti sanguinosi ma di cui poco si conosce ma riporteremo anche le notizie provenienti dai quadranti più conosciuti con particolare attenzione ai retroscena e a quelle news non eclatanti o poco riportate ma che rivestono comunque una certa importanza. Inizieremo con notizie riguardanti Africa e Asia ma inseriremo anche qualche piccola parentesi riguardante informazioni provenienti dagli USA e da altri stati coinvolti in guerre o nella cosiddetta guerra al terrorismo. Buona lettura.

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Autore: elisaarduini Categoria: News access point Ore: 08:54 Commenta

martedì, 13.02.07

Comunicazione: quando il blog diventa un’arma pericolosa

Internet è ormai diventato la maggiore fonte di informazione del mondo e presto anche i giornali finiranno di pubblicare su carta trasferendosi in massa sulla rete. I blog sono diventati la cassa si ridondanza di notizie di tutti i generi, alcuni più professionali altri molto meno in quanto fanno largo uso di notizie pubblicate dai “più grandi” e copia-incollate così come sono. Navigando sui soliti siti a me cari mi sono imbattuta in uno dei migliori blog (secondo me) attualmente presenti in rete e vi ho trovato una discussione assai interessante che mi ha fatto riflettere. Si parlava  del fatto che i blog sarebbero stati, secondo eminenti esperti, i becchini dei giornalisti e l’autrice contestava questa ipotesi in quanto “i giornalisti fanno un altro mestiere, scrivono sulla base dei fatti, vanno in giro a raccogliere notizie, fanno telefonate...”  trovandomi perfettamente daccordo.

Tuttavia va riconosciuta ai blog l’enorme potenzialità che hanno di sviluppare una interazione spesso proficua tra chi scrive e chi legge attraverso la possibilità di lasciare un commento, possibilità che buona parte dei siti “tradizionali” non offrono. Leggendo gli articoli e di seguito i commenti si possono apprendere molte cose e a volte si trovano discussioni  molto accese e anche molto tecniche riguardanti l’oggetto dell’articolo che ci portano a leggere avidamente tutti gli interventi, anche quando sono tanti.

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lunedì, 12.02.07

Iran: Ahmadinejad e i guai nucleari

A quanto sembra la tecnica preventiva studiata da Israele nei confronti del programma nucleare iraniano sta avendo i primi consistenti risultati positivi se è vero che l’annuncio eclatante promesso per ieri (28° anniversario della rivoluzione iraniana) dal presidente Mahmud Ahmadinejad si è rivelato essere niente altro che una precipitosa deviazione verso altri argomenti. Chi si aspettava sconvolgenti rivelazioni  (ed erano milioni in piazza a Teheran) sul programma nucleare è rimasto con un palmo di naso perché la grande rivelazione è stata ridimensionata ad una piccola affermazione e ad una serie di slogan nel perfetto stile del regime degli Ayatollah.

"Vi daremo buone notizie entro il 20 Farvardin", cioè il 10 aprile, ha detto Ahmadinejad, aggiungendo che "la buona notizia" che aveva preannunciato per ieri non riguardava specifici progressi in campo nucleare, bensì il fatto che "il nemico è stato sconfitto" nei suoi tentativi di creare divisioni nel Paese. Un patetico tentativo di nascondere le obbiettive difficoltà in cui si è venuto a trovare il regime iraniano dopo che uno dei suoi scienziati di punta, Ardeshire Hassanpour, è stato ucciso e soprattutto dopo che (a quanto sembra) diverse attrezzature indispensabili al programma sono state distrutte prima della loro messa in opera.

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sabato, 10.02.07

Fotografia e guerra: quando le immagini valgono più delle parole

E’ stato assegnato due giorni fa il prestigioso World Press Photo of the Year 2006 ed è andato ad una fotografia di Spencer Platt che ritrae giovani libanesi in una fiammante decappottabile rossa in mezzo alle macerie di Beirut, mettendo in evidenza le contraddizioni di vita della capitale libanese. Una scelta che premia le cosiddette fotografie di guerra, quelle che attraverso le immagini raccontano momenti difficilmente catturabili con un video o raccontandole a voce. Nell’era di internet ci sono centinaia di immagini che raccontano le devastazioni e le conseguenze della guerra oppure che immortalano un momento significativo.

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venerdì, 09.02.07

Palestina: Hamas & Fatah, tutto qui?

Le dichiarazioni trionfali che ieri sera dalla Mecca hanno annunciato l’accordo tra le due fazioni palestinesi, Hamas e Fatah, per la costituzione di un governo di unità nazionale non possono certo cancellare i punti salienti del disaccordo tra i due gruppi che permangono, primo tra tutti il punto che riguarda il riconoscimento di Israele. Infatti se il Fatah propende  per il riconoscimento dello stato ebraico Hamas è assolutamente contraria. Questo dualismo crea un certo imbarazzo sia nella comunità internazionale che all’interno di Israele che a questo punto si trova davanti a un bivio: considerare i palestinesi come nemici e agire di conseguenza oppure stare alla finestra aspettando che il mondo convinca il nuovo esecutivo a riconoscere Israele ma con il rischio reale che l’attesa favorisca la nascita di una terza intifada?

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