Tutte le notizie che in formazione sparsa arrivano dalle aree di confine con l’Iran non fanno altro che aumentare le preoccupazioni del mondo su un eventuale attacco americano contro l’Iran. Nei giorni scorsi si è saputo dell’operazione “Blue Game Matrix” con la quale il presidente americano autorizzava la cattura o l’uccisione degli operativi iraniani in territorio iracheno allargando questo mandato anche all’interno dell’Iran e persino in Libano. Infatti nella lista consegnata alle forze speciali statunitensi ci sarebbero complessivamente oltre 150 nomi tra i quali figurerebbero anche esponenti di Hezbollah.
Ma l’accelerazione data dalla presidenza Bush alla guerra contro il regime degli ayatollah non riguarda solo le operazioni segrete ma comprende anche un movimento di truppe e di navi lento ma progressivo. Per esempio sembra confermata la notizia che da per imminente l’arrivo a Diyarbakir (in Turchia) della 101esima divisione aviotrasportata (le aquile urlanti), sicuramente non una forza di difesa, anche se ufficialmente sarebbe per esercitazioni congiunte con le formazioni dei peshmerga curdi. Non parliamo poi del dispiegamento navale che si sta posizionando nei pressi del Golfo Persico, anche questo ufficialmente dovuto al ricambio con altre unità che tuttavia rimangono nei paraggi.
A chiudere il cerchio ieri si è assistito a uno strano siparietto messo in scena a Washington da alcuni senatori vicini al presidente Bush quando hanno denunciato Israele per l’uso di bombe a grappolo nel conflitto contro Hezbollah del luglio scorso, minacciando lo stato ebraico di sanzioni in quanto avrebbe violato un precedente accordo con gli USA in merito all’uso di tali ordigni. Minacciare sanzioni significa (nel gergo americano) tagliare i rifornimenti di armi a Israele. Ma perché una tale decisione (minaccia) verso uno stato notoriamente alleato degli USA?
La spiegazione sta proprio nella diversità di vedute sul comportamento da tenere con l’Iran. Israele infatti avrebbe tutto da rimetterci in caso di conflitto aperto contro la repubblica iraniana, in quanto si troverebbe a non più di 20 minuti dai missili iraniani già puntati su Tel Aviv e questa volta non sarebbe come con Saddam, questa volta i missili porterebbero come minimo una testata chimica se non peggio. E’ chiaro quindi il motivo della riluttanza israeliana ad attaccare apertamente l’Iran. Non che Israele se ne stia buona ad aspettare che l’Iran si doti di ordigni nucleari ma preferisce affidarsi all’intelligence ed eventualmente ad azioni mirate di sabotaggio.
Anche la notizia che piloti israeliani si stavano addestrando per un attacco nucleare sui siti iraniani era falsa e distribuita ad arte dalla macchina propagandistica americana per alzare la tensione tra Israele e l’Iran, perché è qui che sta il punto: l’america ha bisogno di un pretesto per attaccare l’Iran e dopo le note vicende irachene la produzione di uranio non basta, ci vuole qualcosa di serio e cosa meglio di un incidente importante tra Iran e Israele?
Ma questa volta Israele non sta al gioco e preferisce fare come ha sempre fatto, usando la migliore arma che ha, il MOSSAD. Israele ha capito che non può attaccare ma può difendersi dall’Iran. Questo ha mandato su tutte le furie i falchi di Washington tanto da spingerli a minacciare -tra le righe- lo stato della stella di David di “sanzioni”.
E allora ecco la nuova strategia studiata dai falchi americani: non potendo contare sul “sacrificio” di Israele adottano posizioni chiaramente offensive, tanto da spingere gli Ayatollah a fare il primo passo, ad assestare il primo colpo, a commettere un errore che dia agli yankee il pretesto per attaccare. Ancora la guerra è sotterranea ma per quanto tempo?
Elisa Arduini
La 101ma divisione in Turchia non serve a un bel niente contro l'Iran. E' tutta scena, così come la portaerei Stennis nel Golfo Persico. La tua analisi è sbagliata perché nel tuo sforzo di dare la colpa agli "yankees" rovesci completamente la prospettiva: Israele non può tollerare un Iran nucleare perché significherebbe una minaccia costante, gli Stati Uniti sì. E difatti sono numerose negli USA le voci che sostengono che con l'Iran si debba trattare. Quanto all'amministrazione Bush, poi, la sua trategia anti-Iran appare soprattutto non militare: accordo con i sauditi per tenere basso il prezzo del petrolio e interruzione dei commerci e dei flussi finanziari verso l'Iran.
ciao, Alex
Rispondi votes: 0 mercoledì, 31.01.07, 09:34:08Io leggo che sarebbe proprio Israele , tramite la lobby interna al congresso, a tenere per le palle gli USA, dicendo che "o bombardate voi, o attacchiamo noi, con ordigni nucleari.
Rispondi votes: 0 mercoledì, 31.01.07, 09:51:37Magari è davvero come dici tu. I documenti tuoi, dove l'hai letto, sono attendibili quanto i miei. In fondo i missili oggi esistono anche a lunga e media gittata. Cioè, se io fossi Israele non temerei i missili dell'iran, quanto quelli della russia, che non credo sarebbe d'accordo con quest'aggressione.
Probabilmente, non c'è tutto questo accordo sull'attacco all'Iran, nè negli USA, nè in Israele, suppongo.
Di sicuro la lobby israeliana degli stati uniti spinge perchè siano loro, preferibilmente a sporcarsi le mani. Ma, dopo l'esperienza dell'iraq e dell'afghanistan, magari qualcuno ci sta ripensando. Sperem.
Ciao
Cloro
@ Alex
La 101esima a Diyarbakir è a 20 minuti dal confine con l’Iran. Non dirmi che gli americani spostano la più famosa divisione d’attacco solo per fare una scena. Che Israele non possa tollerare un Iran nucleare è pacifico (l’ho scritto) solo che non concorda con gli USA sul sistema. Riguardo poi alla strategia di Bush non improntata alla guerra diretta, scusami ma ho seri dubbi a riguardo e per diversi motivi 1) i movimenti di truppe già descritti (compreso l’aumento di soldati in Iraq che tatticamente non serve a niente) - 2) la ricerca spasmodica di un “incidente” come quando sono entrati nel consolato di Erbil e hanno portato via cinque iraniani oppure le nuove disposizioni comprese nell’operazione Blue Game Matrix – 3) La stranissima presa di posizione nei confronti di Israele che assomiglia tanto a una ripicca
@ Cloro
Rispondi votes: 10 mercoledì, 31.01.07, 10:56:43La storia insegna che quando c’è da attaccare per difendersi Israele lo fa senza pensarci un secondo. Se avessero valutato che l’Iran non avrebbe reagito con armi di distruzione di massa avrebbero già polverizzato i siti nucleari iraniani, ma siccome sanno che in caso di attacco (sia israeliano che americano) i primi a beccarsi i missili iraniani (che possono tranquillamente arrivare a Tel Aviv) sarebbero loro preferiscono esplorare altre vie. La lobby israeliana in USA ha già fatto abbastanza danni e questo a Gerusalemme lo hanno capito, tardi ma ci sono arrivati, come il volere mettere al potere gli oltrazionisti che hanno ridotto in tre anni la capacità di azione del MOSSAD del 50% preferendo altre vie che troppo spesso hanno causato la morte di civili innocenti (come bombardare a tappeto ogni cosa invece di fare operazioni mirate come faceva il MOSSAD)
Sì, è già cominciato. Si sentono i botti da qui.
Rispondi votes: 0 mercoledì, 31.01.07, 16:14:16