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Medici Senza Frontiere attacca l’informazione
E' stato presentato il 14 febbraio l'annuale rapporto di Medici Senza Frontiere sulle crisi dimenticate da quotidiani, periodici e telegiornali italiani e quello che viene evidenziato è davvero sconcertante e denota quanto sia basso il livello della informazione italiana riguardo a crisi, guerre e avvenimenti che andrebbero trattati meglio e più spesso anche per l'importanza che rivestono e per le conseguenze sulle popolazioni. Pandemie e crisi alimentari che ogni anno falciano milioni di vite completamente ignorate da telegiornali, quotidiani e periodici. L'epopea di milioni di persone in fuga da guerre, violenze e soprusi raccontate con poche immagini o da un pugno di articoli, questo è quello che evidenzia il rapporto.
Alla Cecenia, per esempio, in un intero anno sono stati dedicati solo 92 articoli dai 22 quotidiani e dai 13 periodici presi in considerazione, ma di questi ben 42 si riferiscono a due singoli episodi eclatanti, quali l'uccisione del leader separatista Basayev (23 articoli) e l'assassinio della giornalista Anna Politkovskaja (19), mentre è praticamente inesistente lo spazio dedicato alle condizioni di vita e alle sofferenze dei civili ceceni di cui proprio
Alla tubercolosi, che contagia 9 milioni di persone e ne uccide 2 milioni ogni anno, i telegiornali hanno dedicato 3 notizie nel corso del 2006. Alla malaria, che uccide un bambino ogni 30 secondi, 6 notizie (di cui ben 4 sulla morte di un italiano che ha contratto la malattia in Congo). Sconcertante il confronto con l'influenza aviaria, che ha fortunatamente registrato solo 116 casi e 80 morti in tutto il mondo: a questa pandemia solo “potenziale”, sono stati dedicati ben 410 servizi dai TG.
In compenso certe crisi ottengono un'attenzione quasi maniacale come per esempio il Medio Oriente che solo sulla carta stampata ha ottenuto 3078 articoli per la vicenda israelo-palestinese e 1269 articoli per la guerra tra Israele e Libano, senza parlare poi dell'Iraq, dell'Afghanistan e della lotta al terrorismo che, come nel caso della Somalia, prende il sopravvento riguardo a tematiche inerenti alla condizione di vita della popolazione. Quindi non solo poca informazione ma anche cattiva informazione, troppo spesso politicamente indirizzata.
Eclatante è il caso dell'Afghanistan dove le notizie riguardano principalmente il dibattito politico sul rifinanziamento della missione ma quasi mai (per non dire mai) trattano della condizione della popolazione afgana, esattamente quello che succede per Iraq.
Nei 22 quotidiani e 13 periodici presi in considerazione la malnutrizione che ogni anno uccide milioni di bambini ha collezionato solo 87 articoli inclusi 17 trafiletti, la tubercolosi solo 45 articoli di cui 16 erano trafiletti, mentre la malaria, responsabile di immani stragi in Africa e nel mondo, ha racimolato solo 35 articoli.
Ci sarebbe da parlare per ore di come la stampa italiana segue questi argomenti ma purtroppo, nonostante le pressanti richieste, nulla è cambiato da tre anni a questa parte. Il mondo dei blog invece sembra curare meglio queste notizie ma si sa, la blogosfera non è monitorata ufficialmente quindi non fa testo, speriamo che almeno faccia notizia.
Elisa Arduini
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